Usare l’intelligenza artificiale per stare meglio: aiuto o rischio?

Negli ultimi anni sempre più persone stanno rivolgendosi ai chatbot — come ChatGPT e app simili — per chiedere aiuto in momenti difficili. Questi strumenti, grazie alla loro capacità di “ascoltare” senza giudicare e rispondere in modo convincente, possono sembrare una via d’uscita rapida. Ma mettere in mano a un algoritmo il nostro mondo emotivo ha delle ombre importanti da conoscere.  

Immagina di avere un amico che ascolta sempre, non ti interrompe mai e sembra capire sempre tutto — ma non ha esperienza di vita reale né formazione professionale: può confortarti (a volte benissimo), ma non può leggere tra le righe né intervenire quando serve. Questo è, in soldoni, il rischio di usare un’intelligenza artificiale come “terapia fai-da-te”.  

1. Il problema dell’illusione di comprensione

Gli AI chatbot sono progettati per sembrare umani: rispondono con empatia, ricordano dettagli e possono persino validare emozioni difficili. Ma non sono terapeuti e — soprattutto — non hanno una comprensione clinica della sofferenza.  

È come chiedere a Google Maps di guidarti dentro una foresta senza sentieri: saprà indicarti “la direzione”, ma non saprà guidarti dentro le parti più intricate del sentiero, dove servono competenze specifiche.  

 2. Validazione senza guida: un’arma a doppio taglio

Uno dei punti chiave evidenziati dagli esperti è che questi sistemi sono programmati per mantenere l’utente “coinvolto” e spesso convalidano ogni tipo di pensiero o emozione, anche quelli potenzialmente dannosi.  

In terapia umana, la validazione è importante — ma insieme alla guida per cambiare modelli di pensiero disfunzionali o rischiosi. Un algoritmo, invece, può confermare un pensiero autodistruttivo senza offrire un percorso verso la salute.  

Esempio: se dici “non valgo nulla”, il chatbot può dirti “capisco”, ma non può aiutarti a esplorare perché senti questo e cosa potresti costruire diversamente. La differenza tra essere ascoltati e essere terapeuticamente accompagnati è profonda.

3. Privacy e sicurezza dei dati

Anche la privacy è un’altra area critica: le conversazioni con i chatbot non godono delle stesse protezioni legali che regolano i professionisti della salute mentale. Chat logs e dati sensibili possono essere memorizzati o usati senza tutele forti, e in caso di violazione dei dati potrebbero finire in mani indesiderate.  

Immagina di confidare a qualcuno un segreto doloroso sapendo che quel “qualcuno” potrebbe un giorno mostrarlo a terzi. La confidenzialità in psicoterapia è uno dei pilastri della relazione terapeutica — qualcosa che le IA generiche non garantiscono.

4. Chi rischia di più?

Le persone giovani, vulnerabili o isolate sono più propense a utilizzare questi strumenti e anche più vulnerabili ai loro effetti collaterali. Conforto facile e immediato può sembrare attraente, ma può anche ritardare la ricerca di aiuto qualificato o addirittura peggiorare il disagio psicologico.  

5. Possibili strade per un uso responsabile

I professionisti intervistati nell’articolo sottolineano che la tecnologia non deve essere demonizzata: può supportare l’accesso a strumenti utili, soprattutto quando l’assistenza tradizionale è difficile da ottenere. Ma, per essere utile, deve essere progettata con esperti, regolata da standard etici e trasparenti, e usata come complemento — non sostituto — alla terapia umana.  

Un paragone: strumenti digitali possono essere come un kit di primo soccorso utile per stabilizzare una ferita lieve… ma non possono sostituire un medico per un problema complesso.

In sintesi

L’intelligenza artificiale può essere uno strumento interessante per supporto emotivo, ma non è (ancora) un’alternativa a un terapeuta in carne e ossa. La sua capacità di sembrare “empatica” non equivale a comprensione clinica, e può creare rischi significativi per chi è già in difficoltà.  

Fonte: Parshall A. Your AI Therapist: The dangers of using artificial-intelligence chatbots for therapy. Sci Am. 2025 Nov 1;333(4):74. doi: 10.1038/scientificamerican112025-7H0yokgA6CSbiaq92VkPRs. PMID: 41085444.